domenica 24 maggio 2009

Come passare l'estate


Il Vortice di Naruto (鳴門の渦潮 Naruto no Uzushio?) è un vortice che si forma nello stretto di Naruto.

Lo stretto di Naruto ha una larghezza di circa 1,3 km; lo stretto è uno dei collegamenti fra l'Oceano Pacifico e il Mare Interno, il quale separa le isole di Honshū e Shikoku, due delle quattro isole maggiori del Giappone. La marea riversa nello stretto grandi quantità d'acqua due volte al giorno, e ne rimuove altrettanta sempre due volte al giorno. Questa crea quindi una differenza di circa 1,5 metri nel livello del mare fra il Mare Interno e l'Oceano Pacifico; a causa della scarsa ampiezza dello stretto, l'acqua scorre lungo il canale ad una velocità di circa 13-15 km/h quattro volte al giorno, due volte uscendo e due volte entrando. Durante una marea primaverile, la velocità della corrente può raggiungere i 20 km/h, creando un vortice di circa 20 metri di diametro. La corrente nello stretto è la più veloce in Giappone e la terza nel mondo dopo il Moskstraumen in Norvegia (massima velocità: 27,8 km/h) e il Old Sow fra New Brunswick e il Maine (massima velocità: 27,7 km/h).

I vortici possono essere osservati da delle barche o dal Ponte Ōnaruto che attraversa lo stretto. Un altro buon punto di osservazione può essere la spiaggia dell'isola di Awaji.

Inoltre il Vortice di Naruto é stato di ispirazione per la creazione del famoso manga e anime Naruto, nonché del suo simbolo che per l'appunto si tratta di una spirale.

venerdì 8 maggio 2009

"Il vento può forse spiegare perché diventa una tempesta?"


"Lili Marleen" è stata la canzone preferita dai soldati di fanteria tutto il mondo durante la II guerra mondiale: praticamente ne fu l'inno non ufficiale. Una canzone tedesca scritta da un giovane soldato amburghese con velleità poetiche e musicata da un musicista compromesso con il nazismo, che però travalicò presto i confini della Germania e fu adottata da tutti i ragazzi che andavano a morire a decine di migliaia, pensando magari alla loro "Lili" lasciata chissà dove. Strane storie hanno a volte, le canzoni. Strane e imprevedibili.Il testo originale proviene, come detto da un poemetto scritto da un soldato tedesco, Hans Leip, intitolato "La canzone di una giovane sentinella", poco prima di recarsi al fronte nei Carpazi nel 1915. Il nome "Lili Marleen" proviene da quello della sua ragazza (figlia di un ortolano) combinato con quello di una giovane infermiera, Marleen, che sembra invece essere stata la ragazza di un commilitone.(*)Il poema di Hans Leip, sebbene di carattere decisamente antibellico, fu pubblicato in una collana di poesie patriottiche nel 1937; ben presto la parte su Lili Marleen (anch'essa, in sé, blandamente antibellica) attirò l'attenzione del musicista Norbert Schultze (nato nel 1911 a Braunschweig e morto il 17 ottobre 2002), che lo musicò immediatamente dopo. Schultze era già ricco e famoso prima del successo enorme della canzone della "ragazza sotto il fanale" che attendeva il fidanzato vicino alla garitta. Le sue opere, marce e melodie di stampo militaresco e propagandistico, hanno titoli inequivocabili che sarebbe forse meglio tralasciare in una raccolta di canzoni contro la guerra, del tipo "Bomben auf England". Nel 1945 gli alleati gli ordinarono di smettere di comporre, ma nel 1948 Schultze era già di nuovo in attività.

Lale AndersenQuesta canzone ha comunque una storia assai accidentata. Il potentissimo ministro della propaganda e dell'informazione del III Reich, il tristemente noto dottor Goebbels, non la amava affatto. Voleva una marcia militare. La cantante Lale Andersen (pseudonimo di Eulalia Lieselotte Bunnenberg, nata nel 1905 a Bremerhaven e morta nel 1972 a Vienna) non intendeva cantarla; ma poco prima dello scoppio della guerra si convinse. La canzone vendette all'inizio pochissimo, solo 700 copie, finché una radio militare tedesca non iniziò a trasmetterla, nel 1941, alle forze impegnate in Africa (l' "Afrika Korps" del maresciallo Rommel).I comandi tedeschi si accorsero ben presto di cosa stava scoppiando loro tra le mani, con quella canzone che ricordava ai soldati un amore lasciato a casa invece dell'ardore guerriero. Una canzone "disfattista", insomma; i soldati la cantavano con le lacrime agli occhi mentre andavano a crepare per la grandezza del Reich. "Lili Marleen" fu quindi ovviamente proibita, il che contribuì non poco ad accrescerne la sua popolarità, che stava già diventando enorme.Dopo l'occupazione tedesca della Jugoslavia, nel 1941, a Belgrado fu impiantata una stazione radiofonica per trasmettere notizie alle forze di aviazione e all'Afrika Korps. La stazione si chiamava "Soldatensender Belgrad" Il tenente Karl-Heinz Reintgen, direttore della SSB, aveva un amico nell'Afrika Korps cui la canzone, nonostante il suo divieto ufficiale, era piaciuta parecchio, e che chiese all'emittente di trasmetterla; e Reintgen, eludendo a suo rischio e pericolo il divieto (il che non era cosa da poco!), accettò e la fece trasmettere per la prima volta il 18 agosto 1941. Qui accadde il secondo miracolo, perché la canzone piacque nientemeno che al maresciallo Erwin Rommel in persona, che chiese a Reintgen di inserirla nel programma musicale fisso della stazione radiofonica, contro il parere di Goebbels e anche di Hitler stesso. La canzone divenne ben presto addirittura la sigla di chiusura delle trasmissioni dell'emittente, che terminavano alle 9 e 55 della sera.Da allora niente poté più arrestare il cammino della canzone. Fu captata ed ascoltata dalle forze Alleate, e Lili Marleen divenne la canzone più nota e preferita dei soldati di entrambi gli schieramenti, che la cantavano in tedesco o nella propria lingua. Una canzone, insomma, che riuscì a unire migliaia di persone che stavano combattendosi accanitamente. Una canzone universale di fratellanza di soldati che condividevano lo stesso terribile destino.La popolarità immensa della versione tedesca provocò un'affrettata traduzione in inglese, probabilmente quando un editore britannico di canzoni, John Jordan Phillips, rimproverò a un gruppo di soldati inglesi di cantarla nella lingua del "nemico". Un soldato, assai arrabbiato, gli replicò a muso duro: "E perché non ci scrive le parole in inglese?" Fu quindi preparata una migliore versione assieme a un paroliere inglese, Tommie Connor, nel 1944, interpretata dalla cantante Anne Sheldon e che polverizzò ogni record di vendite. La canzone, trasmessa giornalmente anche dalla BBC (nella versione di Vera Lynn), fu adottata prima dell'Ottava Armata britannica, e poi anche dalle forze Americane in Europa.Era cantata negli ospedali militari e trasmessa da enormi altoparlanti, assieme a notizie di propaganda; era cantata per le strade. Era cantata al fronte, da entrambe le linee.Fu presto tradotta e interpretata nella lingua originale e in inglese anche dall'esule tedesca Marlene Dietrich, che la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe Alleate (in Nordafrica, in Sicilia, in Alaska, in Groenlandia, in Islanda e in Inghilterra). La versione americana di Marlene Dietrich, interpretata anche da un coro anonimo, nel 1944, scalò i record di vendita in pochi mesi, ripetendo l'exploit decine di anni dopo (non a caso nel 1968, quando divenne anche una "protest song"). Nel 1981 riuscì a restare a lungo nella hit parade tedesca, e nel 1986 addirittura in quella giapponese.Ovvero in tutti i paesi più colpiti dalla tragedia della II guerra mondiale.La canzone è stata tradotta in 48 lingue.Tra queste il francese, il russo, l'italiano e l'ebraico. La versione croata sembra essere stata una delle canzoni preferite dal maresciallo Tito."Lili Marleen" è probabilmente la più celebre canzone nella guerra, ed intrinsecamente contro la guerra, di tutti i tempi. Il tema del soldato che pensa al suo amore è universale. Lale Andersen spiegò il suo successo planetario con queste significative parole: "Il vento può forse spiegare perché diventa una tempesta?"

venerdì 1 maggio 2009

domenica 19 aprile 2009

Fotografia, Postfotografia & citazioni


Citazioni sulla fotografia.

  • A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento? (Eugene Smith)
  • Attrezzatura e tecnica sono solo l'inizio. È il fotografo che conta più di tutto. (John Hedgecoe)
  • Data l'esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno. (Giacomo Balla)
  • Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l'arte della fotografia. (Helmut Newton)
  • La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d'arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione. (John Hedgecoe)
  • La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo. (Jean-Luc Godard)
  • La fotografia è un'azione immediata; il disegno una meditazione. (Henri Cartier-Bresson)
  • La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha. (Neil Leifer)
  • Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento. (Henri Cartier-Bresson)
  • Non bisognerebbe mai giudicare un fotografo dal tipo di pellicola che usa, ma solo da come la usa. (Ernst Haas)
  • Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l'analfabeta del futuro. (Walter Benjamin)
  • Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà. (Henri Cartier-Bresson)
  • Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare. (Nadar)
  • Ogni dio crea a sua immagine e somiglianza, e altrettanto fanno i pittori. Soltanto i fotografi confezionano doppioni della natura. (Guillaume Apollinaire)
  • Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare. (Brassaï)
  • Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi. (Richard Avedon)
  • Sono entrate le macchine, l'arte è uscita... Sono lontano dal pensare che la fotografia possa esserci utile. (Paul Gauguin)

martedì 14 aprile 2009

Appunti per una mostra fotografica

- JUST KIMMIKA -

Mostra personale di PostFotografia:
dal 18 aprile 2009 al 02 maggio 2009
Libreria Odradek Via dei Banchi vecchi 57
00186 - Roma : 06-6833451 fax 06-6861967
odradek@tiscali.it


"la foto è la realtà, la pittura ci consegna emozioni e sentimenti"


L'alterazione del realtà, la sua distruzione e ricomposizione, lo scatto come semplice intuizione che trova solo nella post-produzione la sua vera forma artistica. Solo a quel punto ultima, solo a quel punto compiuta e solo a quel punto definitiva.
Il gusto pittorico in continuo dialogo con la propria sensibilità, in una dimensione intima sospesa tra uno sguardo ed un auritratto portano Kimmika ad esiti formali unici in cui la fotografia si fà pienamente postfotografia, in cui il momento, il suo hic et nunc , è frantumato nell'estensione di se stesso oltre il click, oltre il banale, oltre il reale : just Kimmika. http://www.flickr.com/photos/kimmika

Espone : Kimberley Ross.
Kimmika è un'artista italo-francese che vive con penja, il suo dogo argentino, e le sue bambole alla periferia sud di roma. il suo amore per la fotografia è nato di pari passo con la sua passione per le bambole orientali, uno dei suoi soggetti prediletti, alle quali cerca di restituire quell'anima che è sicura sia in ognuna di loro. Il passaggio successivo nella sua evoluzione è stato l’autoritratto, la sua nuova ossessione. oltre alla fotografia le sue passioni sono gli abiti e le macchine fotografiche vintage, i film della vecchia hollywood e la musica.
A cura di : Luca Rinaldi Pasquali
info e contatti : libera.res@tiscali.it
349 3506249

Consiglio alla lettura :
L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica.
Walter Benjamin - Einaudi.

sabato 11 aprile 2009

Menù di pasqua


Antipasti :
  • tagliere di salumi : prosciutto, corallina, soppressata veneta
  • tagliere di formaggi: bastardo del veneto, brie, piave, mozzarella con pere e miele di castagno
  • crostini ai patè di carciofi, di olive, piccante alle verdure
  • alici marinate

Primi :
  • tagliatelle funghi e piselli
  • gnocchi pesto e pomodorini freschi

Secondo:
  • abbacchio al forno con patate

Contorni:
  • carciofi romaneschi
  • insalata mista

Vini:
  • chianti dogc
  • sagrantino di Montefalco

Dolci:
boh, non mi interessano

firmato LRP
coordinato con FRRP
si rigraziano per la partecipazione il duo Mariangela & Marisa

venerdì 3 aprile 2009

Un mese di citazioni: buon appetito

1° aprile: Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto. (Oscar Wilde)
2 aprile: Oh, l'amore farebbe uggiolare in rima un cane. (Francis Beaumont e John Fletcher)
3 aprile: Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi β balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. (Blade Runner)
4 aprile: I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza. (Marcel Proust)
5 aprile: È già amaro commettere delle sciocchezze, ma le sciocchezze inutili sono quanto di più amaro ci sia. (Heinrich Böll)
6 aprile: Strano che l'uomo debba in quasi ogni cosa parere o migliore o peggiore di quel ch'egli è. (Nicolò Tommaseo)
7 aprile: La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano. (Stendhal)
8 aprile: Il tempo è la cosa più importante: esso è un semplice pseudonimo della vita stessa. (Antonio Gramsci)
9 aprile: La sorte di tutti i machiavellici: fanno i loro disegni così sottili che si rompono per la loro stessa finezza. (John Dryden)
10 aprile: La perfezione ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa. (William Somerset Maugham)
11 aprile: Il senso di un avvenimento del passato è sempre revocabile. (Simone de Beauvoir)
12 aprile: Tutto è permesso in amore e in guerra. (Francis Edward Smedley)
13 aprile: La felicità è amore, nient'altro. Felice è chi sa amare. (Hermann Hesse)
14 aprile: L'esperienza ci informa che la prima difesa degli spiriti deboli è recriminare. (Samuel Taylor Coleridge)
15 aprile: L'Amore è Gioia, concomitante con l'idea di una causa esterna. (Spinoza)
16 aprile: Non c'è nulla di quanto Dio ha fondato su una causa naturale costante, e che perciò avviene ogni giorno, che non ci sembrerebbe un miracolo degno di ammirazione se avvenisse una sola volta. (John Donne)
17 aprile: La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell'aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come le stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c'è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino. (Hermann Hesse)
18 aprile: Non c'è altra morte tranne che l'assenza d'amore.(René Barjavel)
19 aprile: Stimare tutti è lo stesso che non stimare nessuno. (Molière)
20 aprile: Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana. (John Fitzgerald Kennedy)
21 aprile: L'umanità non sopporta il pensiero che il mondo sia nato per caso, per sbaglio, solo perché quattro atomi scriteriati si sono tamponati sull'autostrada bagnata. E allora occorre trovare un complotto cosmico, Dio, gli angeli o i diavoli. (Umberto Eco)
22 aprile: Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. (Immanuel Kant)
23 aprile: Cogli l'attimo fuggente confidando il meno possibile nel futuro. (Quinto Orazio Flacco)
24 aprile: Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. (Primo Levi)
25 aprile: La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare. (Piero Calamandrei)
26 aprile: Noi nucleari proponiamo un patto col diavolo: possiamo fornire energia a condizione che le società future assicurino una stabilità politica e istituzioni quali mai si sono avute finora. (Alvin Weinberg)
27 aprile: La malvagità più sottile abitualmente si accoppia con una prudenza fuor del comune, perché deve sempre celar tutto. (Herman Melville)
28 aprile: Pare che l'arte fiorisca meglio là dove l'uomo deve correggere la natura, dove non è scoraggiato dalla sua abbondanza. (Bernhard Berenson)
29 aprile: La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori. (Alda Merini)
30 aprile: Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci. (Graham Greene)